Trading di azioni: la verità è che solo i ricchi possono comprare le azioni migliori.

Perché i piccoli investitori non ci riescono?

Solo le persone che hanno disponibilità economica possono investire sulle azioni migliori, ottenendo dunque buoni guadagni dalla compravendita di azioni.

È un’affermazione molto forte, ma anche ben giustificata.

Partiamo con il vedere cosa vuol dire investire: per “investimento” si intende l’utilizzare una parte del proprio capitale per acquistare un bene materiale (immobili, materie prime) o prodotti finanziari (azioni, fondi, obbligazioni etc.) per obiettivi di rendita – tramite dividendi – o per obiettivi speculativi del tipo capital gain (ovvero: compro basso e rivendo alto). Questa tipologia di investimenti può essere fatta direttamente dalla persona in questione o tramite società di consulenza o Promotori Finanziari.

È importante sottolineare questo: ogni investimento comporta sempre un rischio, più o meno alto a seconda del tipo di prodotto che andiamo ad acquistare. Mediamente i tipi di investimento più effettuati sono quelli di lungo periodo, che vincolano il capitale messo in gioco per un lasso di tempo medio lungo. In questa categoria, i migliori sono gli investimenti meno spinti verso il capital gain, ma che riescono a creare una rendita passiva derivante da dividendi, affitti o altri sistemi.

Con investimento si intende l’attività finanziaria atta all’incremento di beni capitali e l’acquisizione o creazione di nuove risorse.

Perché l’accusa tanto pesante alle persone con un grande capitale?

Perché noi, piccoli investitori, spesso negli investimenti ci avvaliamo di professionisti del settore, con tutte le problematiche del caso. Di cosa parlo? Ad esempio del fatto che (come ho potuto constatare nel corso della mia vita di consulente finanziario) ho notato che spesso i professionisti non investono nei prodotti che ti propongono o, ancora peggio, offrono prodotti in base alle loro provvigioni, offrendo al cliente quelli da cui loro guadagnano di più. Spesso evitano di fornire quelli più adatti alle esigenze del cliente perché meno redditizi. E ciò accade soprattutto se sono limitati nella gamma di prodotti dalla banca o dalla società per cui lavorano.

Sia chiaro: non sono contro i professionisti del settore. Generalizzare è sbagliato, ma è altrettanto sconsigliabile dare la propria fiducia a chiunque.

Fidarsi ciecamente dei professionisti non indipendenti è sconsigliabile.

Affermato questo, il vantaggio a disposizione di chi ha più contante da investire è innegabile: gli è possibile avvalersi di professionisti indipendenti e fidati che offrono un servizio specializzato per il cliente. Inoltre, sviluppare e sfruttare conoscenze nel mercato finanziario è molto più facile.

Ma le problematiche al riguardo sono anche altre:

Le azioni migliori costano di più. E, per una banale questione numerica, un investimento dell trading che per noi piccoli investitori, racconta optionmag, corrisponde all’imu della nostra casa dei sogni, per altri è un investimento di un capitale mediocre.

I grandi investitori (in termine di cifre) hanno decisamente meno timore delle perdite, non vanno incontro a “panic selling” o “panic buying” e ciò permette loro di mantere una posizione sicura e stabile nel mercato azionario. I nuovi arrivati o coloro che vivono il trading azionario come la loro (finalmente) possibile fonte di enormi guadagni, invece, affrontano gli investimenti con uno stato psicologico ben diverso, caratterizzato da ansia, pauro, eccessivo entusiasmo e brama di investire: ciò di certo non porta al successo.

Panic selling.

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