Back


In relazione a quanto accennato da Grimaldi, vi invio il seguente materiale da far circolare per eventuali adesioni e proposte. Saluti comunisti

Giorgio Riboldi

Cari compagni,
L'iniziativa della costituzione del Comitato e' sorta spontaneamente su iniziativa di qualche singolo compagno. Non abbiamo ne' chiesto, ne' avuto l'avallo di nessuno( per intenderci. nessun gruppo, ne' partito o partitino). Purtroppo, date le difficolta' immaginabili, non siamo ancora riusciti ad entrare direttamente in contatto con Maurizio. Abbiamo voluto riportare all'attenzione almeno delle avanguardie e dei compagni piu' sensibili un caso vergognoso ed emblematico al tempo stesso: cioe' la diversita' di attenzione mediatica, di valutazione e di giudizio che viene esercitata a seconda della "qualita' politica " del prigioniero. Per intenderci: da un lato il caso Sofri con tutto il "battage" pubblicitario del sistema; dall'altro il compagno Maurizio Ferrari, rigoroso, coerente e profondamente umano, che resta in carcere oltre 30 anni, circondato dal silenzio piu' assoluto e col rischio di essere dimenticato, perche' questo vuole il sistema-potere politico, mediatico,giudiziario e carcerario, fondati sulla violenza e sull'ingiustizia di classe.
Non sara' facile dare continuita' alla nostra iniziativa fino alla liberazione di Maurizio, ma ci e' sembrato giusto provare, tenuto anche conto che dobbiamo fare in modo che il compagno, una volta riacquistata la liberta', si possa trovare in una situazione di "accoglienza" che faciliti la costruzione di una nuova vita( per intenderci meglio: ci dovra' essere qualcuno che si ponga il problema di aiutarlo nel trovare casa e lavoro, ad esempio).
In questa prima fase, facciamo in modo, di estendere le adesioni a piu' persone ed anche associazioni possibili, in modo che si riesca a rompere il muro della dimenticanza e dell'indifferenza. Gia' questo non ci sembra poco. Contemporaneamente cerchiamo di approfondire quale e' la reale situazione processuale del compagno( e vi assicuro che non e' semplice).
Colgo l'occasione per chiedervi di farmi sapere se ciascuno di voi da' o meno l'autorizzazione a rendere pubblica l'adesione al Comitato. Grazie.
Vi sarei grato se vorrete diffondere l'appello il piu' capillarmente possibile e raccogliere anche le eventuali adesioni di chi non ha ricevuto l'appello personalmente, o non utilizza il computer. Poi, le eventuali adesioni potrete farle pervenire all'indirizzo e-mail del Comitato.
Grazie e saluti Comunisti
( Giorgio Riboldi)
p.s - Sono stato contattato da Paolo Cento e Russo Spena, che hanno dichiarato la loro disponibilita' ad organizzare una visita nel carcere di Biella,dove e' rinchiuso Maurizio. Si sono anche dichiarati disponibili ad aderire ad eventuali altre iniziative,

COMITATO per la LIBERAZIONE di MAURIZIO FERRARI
LA VICENDA DI MAURIZIO FERRARI
Paolo Maurizio Ferrari è fondatore e membro del nucleo storico delle Brigate Rosse. E’ anche il primo brigatista clandestino ad essere catturato il 27 maggio 1974, sospettato di aver partecipato ai sequestri Labate, Amerio e a quello del giudice Sossi.

Nasce nel 1946 a Modena. Nel 1969 va a lavorare a Torino e poi a Milano, dove diventa operaio alla Richard Ginori e dove cresce e si rafforza la sua identità di compagno e rivoluzionario che lo porterà ad essere tra i fondatori delle Brigate Rosse.
Ad una prima condanna a 14 anni di reclusione nel 1974, per la partecipazione al sequestro del giudice Mario Sossi, ne seguirono altre riguardanti vicende connesse con l’attività politica delle Brigate Rosse.
Le valutazioni delle corti non concessero la "continuazione" della pena, non riconoscendo, dunque, a Ferrari i reati commessi come "facenti parte di un medesimo disegno criminoso"; di conseguenza i reati e le pene vennero conteggiate singolarmente come più episodi separati, cosa che succede molto raramente. Anche se questo può considerarsi un aspetto marginale, rispetto alle mostruosità giuridiche perpetrate contro di lui e contro tutti i combattenti comunisti nel corso del “processi emergenziali” degli anni ’70 e ’80. Inoltre altre pene si sono accumulate per la sua partecipazione attiva alle rivolte contro il sistema carcerario, persecutorio ed oppressivo.
Attualmente Paolo Maurizio Ferrari si trova nel carcere di Biella ed è continuativamente in carcere dal 1974 e non è mai uscito una volta.
A FEBBRAIO 2004 È’ SCADUTO IL SUO FINE PENA, MA RESTA ANCORA IN CARCERE PER L’ARROGANZA E LA VIOLENZA DEL SISTEMA CARCERARIO E GIUDIZIARIO CHE COSA SI PROPONE IL COMITATO?
1. La liberazione immediata del compagno Maurizio Ferrari che nel febbraio 2004 ha finito di scontare una lunga pena (30 anni)
2. Conoscere il suo stato attuale di salute e l’eventuale sua necessità di garantirsi un’assistenza legale
3. Costruire le condizioni per sostenerlo una volta fatto uscire dal carcere
4. Impedire qualsivoglia strumentalizzazione attorno alla sua figura, che é quella di un rigoroso militante rivoluzionario. Nessun pietismo ipocrita dovrà fare da corollario alla campagna per la sua liberazione. Maurizio Ferrari deve uscire perché ha scontato la sua pena.
Occorre ricordare che il rigore e la coerenza rivoluzionaria del compagno Maurizio Ferrari lo hanno ovviamente escluso dai “ benefici di legge” che hanno goduto i delatori e i dissociati, collaborazionisti dello stato.
Non solo, Maurizio Ferrari non ha usufruito neppure di una delle pene alternative previste dalla riforma penitenziaria e che possono essere applicate con un certo automatismo e che non obbligano a scelte di “lealizzazione” politica.
E’ SCANDALOSO che Maurizio Ferrari sia ancora in prigione dopo 30 anni, molti dei quali passati nei carceri speciali.
Sollecitiamo deputati e forze politiche affinché compiano atti concreti al fine di ottenere l’immediata scarcerazione di Maurizio Ferrari.
Per adesioni e proposte di iniziative scrivete a: comitatomaurizioferrari@yahoo.it
Marzo 2004