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Biografia del 'Che'
dal sito internet: web.tiscali.it/ItaliaCuba_mostre
14
giugno 1928 - 9 ottobre 1967
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14
giugno 1928
Nasce a Rosario de la Fe in Argentina Ernesto
Guevara de la Serna, figlio di Celia de la Serna
ed Ernesto Guevara Lynch. Successivamente
nasceranno i fratelli Celia, Roberto, Ana María
e Juan Martín. maggio 1930
A quasi due anni si manifesta il primo attacco
d'asma, a causa della fragilità polmonare
derivatagli da una polmonite contratta a 15
giorni di vita. |
1932
I medici consigliano un cambiamento di clima: la
famiglia si trasferisce ad Alta Gracia, località
turistica nella Sierra di Córdoba.
1935
Il Ministero dell'Educazione con una circolare
chiede come mai Ernesto a 7 anni compiuti non
risulti iscritto a nessuna scuola. A causa
dell'asma Ernesto non ha potuto andare a scuola:
lo istruisce la madre per il primo anno.
Frequenta regolarmente la seconda e la terza, ma
poi fino alla sesta studia come può con l'aiuto
della madre. Frequenta l'ultimo anno di scuola
primaria regolarmente al Colegio Nacional Deán
Funes di Córdoba. Per sfidare il male che lo
assilla pratica con passione molti sport,
specialmente il calcio e il rugby.
1937
Il padre fonda ad Alta Gracia un comitato di
sostegno per la Repubblica spagnola.
1942
Ernesto segue un corso di disegno per
corrispondenza.
1944
La famiglia si trasferisce a Buenos Aires, ma
nonostante la lontananza di 600 chilometri,
Ernesto passa molto del suo tempo libero con
l'amico Alberto Granado.
1945
Alberto laureatosi in medicina ha trovato lavoro
in un lebbrosario a 1000 chilometri da Buenos
Aires.
marzo 1945
Si ammala e muore la nonna. Ernesto si iscrive a
medicina. |
1947-1953
Mentre studia medicina, lavora per mantenersi:
come infermiere nella flotta mercantile statale
sulle petroliere, come praticante all'ufficio
d'igiene municipale, nel consultorio e
laboratorio di patologia del suo professore
Salvador Pisani, che aveva conosciuto da paziente.
dicembre
1951 -
A bordo di una motocicletta parte con Alberto
Granado per il primo viaggio nel sud
dell'Argentina e nell'America Latina.
06 gennaio
1952 -
Arrivano a Villa Gesel, a 100 km. da Mar del
Plata e proseguono verso sud: Miramar, Necochea,
Bahía Blanca. |

Ernesto studente |
21 gennaio
1952 -
Da Bahía Blanca ai contrafforti delle Ande. A Río
Colorado, Ernesto ha un grave attacco d'asma e si
ricovera all'ospedale di Choele Choel, dove gli
viene somministrata penicillina. Proseguono in
moto per Cipolletti, Piedra de Aguila, Neuquén,
San Martín de los Andes. Da qui, zigzagando per
le colline e lungo i laghi, attraversano il Carrué
Piccolo e il Carrué Grande. Passano i laghi
Hermoso, Villorino, Torrentoso, Faulkner, Espejo
Grande, Nahuel Huapi, Mariquina e arrivano a
Bariloche, Puerto Blest, Puerto Alegre.
Attraversano la frontiera cilena a Laguna Fría.
10
febbraio 1952 circa -
Entrati in Cile, imbarcano la moto su una lancia
e attraversano il lago Esmeralda, sbarcando a
Petrhue. La moto dà segni di stanchezza (hanno
già percorso 2600 km.); la caricano su un
camioncino e raggiungono Osorno e Valdivia.
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11-15
febbraio 1952 -
Con la moto riparata alla meglio, raggiungono
Temuco.
19 febbraio
1952 -
Il quotidiano locale "Diario Austral"
parla di loro in seconda pagina, presentandoli
come due scienziati esperti in lebbra. Proseguono
verso nord, verso Santiago, distante 800 km. La
moto si rompe in modo grave e un camioncino li
trasporta a Lautaro. Riparata la moto, via sempre
al nord, verso la salita del Malleco, il ponte
ferroviario più alto del Sud America. La moto ha
di nuovo un cedimento: un camion li lascia a
Cullipull. Ancora una piccola tappa in moto poi
un camion li lascia a Mulchen. Il viaggio
continuerà in autostop.
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Ernesto (in moto)
e Alberto Granado (a destra) con la Poderosa II |
1 marzo
1952 -
Sono a Santiago del Cile. Ernesto è tormentato
dall'asma e in difficoltà finanziarie. Ripartono
per Valparaíso con mezzi di fortuna.
8
marzo 1952 -
Cercano un passaggio via mare verso nord. Li
raccoglie, da clandestini, la nave San Antonio
diretta ad Antofagasta. Dopo una forte crisi di
asma, decidono di proseguire via mare, ma non
trovano imbarchi. Si dirigono in camion verso le
miniere di Chuquicamata.
12 marzo
1952 -
Dal diario di Alberto Granado: "...in un
hotel di questo paesino (Baquedano) scrivo in
attesa che qualche camion ci porti a Chuquicamata".
Ma le autorità si oppongono a una loro visita
alle miniere; proseguono nascosti su un camion
fino a Laguna e ancora più a nord, in direzione
di Iquique. Da Iquique ad Arica, il porto più
settentrionale del Cile, a 10 km. dal confine con
il Perù. Si muovono a piedi di notte, per
scacciare il grande freddo che li attanaglia,
finché trovano un passaggio da un camion della
Guardia Civil. Da Tacna a Tarata, poi Estetique,
lungo la vallata fino a Tamara. Un camion li
lascia a Llave, e un altro li sbarca a Puno, sul
lago Titicaca (il lago più alto del mondo, a
quota 4000 metri), il più grande porto lacustre
del Perù. E sempre a nord toccano Suboca,
Ayacuni, Sicuani, Cuzco. Qui il dottor Hermosa,
un medico laureatosi in Argentina, li prende
sotto la sua ala, li ospita e li porta a visitare
Ollantaytambo e le rovine incaiche.
5 aprile
1952 -
In treno verso il Machu Picchu. Visitano le
rovine della fortezza di Husina Pichuc, poi
tornano a Cuzco dove si trattengono in attesa di
trovare un mezzo che li porti a Lima. |

Ernesto e Albertto
Granado sulla zattera "Mambo Tango" |
10
aprile 1952 -
Partenza da Cuzco. Passano da Abancay e
Huancarama. Ernesto è sofferente e subisce un
grave choc anafilattico per un'iniezione di
adrenalina. Proseguono con difficoltà verso il
lebbrosario di Huambo, poi a Huancayo e Ayacucho.
Si muovono in camion attraverso piccoli centri:
Merced, San Luis, Ocsapampa, Ramón, Tarma.
30 aprile
1952 -
Arrivano a Lima. Conoscono il dottor Pesce,
specialista di lebbra di fama internazionale, che
li trattiene per 20 giorni.
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18 maggio
1952 -
Lasciano Lima in camion diretti al lebbrosario di
San Pablo. Sulla strada montana intorno a Lima il
camion ha un incidente grave: proseguono a piedi
sotto una pioggia persistente. Superano la zona
montana del Perù e si dirigono a est verso il
porto fluviale di Pucallpa, città sul fiume
Ucayali, in piena foresta amazzonica. Si
imbarcano sul mercantile La Tenepa che fa rotta
lungo gli affluenti Ucayali e Marañón e poi sul
Rio delle Amazzoni verso Iquitos, il porto più
importante della provincia di Loreto e
dell'intero Perù.
1
giugno 1952 -
Dopo vari giorni di navigazione sbarcano a
Iquitos, città di 50.000 abitanti. Visitano come
a ogni tappa ospedali, lebbrosari, musei.
6 giugno
1952 -
A bordo del barcone El Cisne, lungo l'Ucayali,
partono per il lebbrosario San Pablo.
8 giugno
1952 -
Arrivano al lazzaretto di San Pablo dove si
fermano dieci giorni, ben accolti dai medici e
dagli ammalati, che portano in escursioni nella
foresta dove vivono gli indios. In segno di
riconoscenza i lebbrosi costruiscono per loro una
zattera che viene battezzata "Mambo Tango"
e la caricano di provviste per un mese, perché
possano arrivare in Colombia. Discendono il fiume
portati dalla corrente con rigorosi turni di
guardia e di ... cambusa. |

Ernesto e Alberto
Granado il viaggio sul fiume Ucayali |
Ciò nonostante,
mancano Leticia, la località in cui i fiumi
provenienti da Brasile, Perù e Colombia
confluiscono a formare il Rio delle Amazzoni.
Prendono terra, dopo aver remato controcorrente,
su un'isola brasiliana dove cedono la zattera in
cambio di una canoa con cui arrivano a Leticia.
Alloggiano in caserma e per sbarcare il lunario
vengono ingaggiati come calciatori nella squadra
locale che vince il torneo. Ed è così che
trovano i soldi per proseguire in aereo. |

Su una nave |
6
luglio 1952 -
L'aereo li sbarca a Bogotà.
14 luglio
1952 -
Lasciano la Colombia sconvolta da una guerra
civile: il governo di Luciano Gómez ha
instaurato un clima di terrore. Gli stranieri
sono malvisti, specie loro, vestiti da
esploratori danno nell'occhio e vengono arrestati
e poi rilasciati. Aiutati dagli studenti, si
allontanano attraverso il ponte sul fiume Tachino
che separa la Colombia dal Venezuela, in camion
raggiungono San Cristóbal e Barquisimeto. |
17 luglio
1952 -
Sono a Caracas. Ernesto trova qui il denaro
speditogli dalla famiglia; si separa dall'amico
Granado e si imbarca su un aereo che lo riporterà
in Argentina.L'aereo, che dopo una breve sosta a
Miami avrebbe dovuto ripartire per Buenos Aires,
rimane fermo un mese a Miami per avaria. Dopo un
drammatico stop a Caracas a causa di un'altra
avaria, questa volta al carrello, il DC da
trasporto riparte finalmente per l'aeroporto di
Ezeiza di Buenos Aires, riportando a casa Ernesto
dopo sette mesi di viaggio.
ottobre
1952 -
Al rientro del viaggio gli mancano 15 esami per
la laurea, che progetta entro maggio.
novembre
1952 -
Dà tre esami: clinica oftalmica, urologica,
dermosifilopatica.
dicembre
1952 -
Dà 10 esami. |
11 aprile
1953 -
Dato l'ultimo esame, clinica neurologica, si
laurea presso la facoltà di medicina di Buenos
Aires con una tesi sull'allergologia.
luglio 1953 -
Riparte per il suo secondo viaggio in America
Latina con l'amico Carlos Ferrer. Prima tappa,
sul treno internazionale Yacuiba-Pocitos, la
Bolivia. La lotta popolare ha portato al governo
riformista di Paz Estenssoro. Guevara esprime, in
quel periodo, questa valutazione: "...
daranno il DDT agli indios per togliere i
pidocchi ma non risolveranno il problema
essenziale che è la causa dei pidocchi...".
12 luglio
1953 -
E' a La Paz. |

A Buenos Aires nel
1948 |
22
agosto 1953 -
E' a Cuzco.
04
settembre 1953 -
In questa data scrive da Lima alla famiglia
l'itinerario che intende seguire: Guayaquil,
Quito, Bogotà, Caracas.
04 ottobre
1953 -
Scrive al padre da Guayaquil, Ecuador: "Il
nostro viaggio è molto pesante ma sempre più
interessante ... c'è un bel clima di libertà
personale ...". Incontra l'avvocato
argentino esule Ricardo Rojo e decide di andare
con lui in Guatemala, via Panama. |
24 ottobre
1953 -
Scrive alla madre da Guayaquil: "... i miei
progetti di lavoro sono molto confusi e
condizionati al luogo in cui andranno a posarsi
le mie ossa ... con un discreto imbroglietto
abbiamo il visto per Panama. Partiamo domani,
domenica, e staremo lì il 29 e il 30". |
Sulle Ande |
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