FIDEL CASTRO
"Questo è il Fidel Castro che credo di riconoscere.[...] Un uomo di costumi austeri e di illusioni insaziabili, con un'educazione formale all'antica , di parole pesate e di modi delicati, e incapace di concepire un'idea che non sia straordinaria.[...] Ha la convinzione quasi mistica che la maggior riuscita dell'essere umano sia la buona formazione della sua coscienza, e che gli stimoli morali, più di quelli materiali, siano capaci di cambiare il mondo e di spingere la storia. Credo che sia uno dei grandi idealisti del nostro tempo, e che forse sia questa la sua maggior virtù, anche se per lui è stata pure il maggior pericolo."
Gabriel Garcia Marquez
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Biografia
A soli tredici anni Fidel tenta di organizzare uno sciopero di lavoratori dello zucchero contro suo padre; nello stesso tempo, il curioso ambiente familiare, irrequieto ed incerto; il padre balzacchiano; la selvaggia piantagione; lo stabilimento americano a cui i Castro mandano lo zucchero; il fatto che il padre abbia combattuto per gli spagnoli ed anche lavorato per la United Fruit Company; l'agilità intellettuale conseguita dai gesuiti; i contrasti in famiglia; sono tutti fattori che contribuiscono a formare quel carattere volubile ma forte che Fidel va rivelando.
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Fidel Castro ricorda il 'Che', 18 ottobre 1967
Fu in un giorno di luglio o di agosto del 1955 che conobbi il Che. E quella notte - come racconta egli stesso - diventò un membro della futura spedizione del Granma. Tuttavia, in quel periodo la spedizione non aveva ancora né imbarcazione, né armi, né truppa. Così, insieme con Raúl, il Che fu semplicemente uno dei primi due della lista del Granma.
Da allora sono passati dodici anni, dodici anni carichi di lotte e di storia. Anni durante i quali la morte ha falciato molte vite valorose e insostituibili. Ma anche anni in cui abbiamo visto sorgere persone straordinarie - gli anni di questa nostra Rivoluzione. Anni in cui si sono forgiati gli uomini della Rivoluzione, e tra questi uomini e il popolo si sono creati legami di affetto e legami di amicizia che vanno oltre ogni possibilità di espressione.
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Frammenti di lettere di Fidel Castro
Queste lettere sono state scritte da Fidel Castro dal penitenziario Isla de Pinos, nel quale fu rinchiuso dopo il processo di Santiago. La pressione dell'opinione pubblica indusse Batista nel 1955 ad indire le elezioni generali, e le elezioni portarono con sé un'amnistia della quale Fidel e i suoi compagni beneficiarono nel giugno del 1955. I due anni di prigionia furono sul piano personali molto duri per Fidel Castro, ma gli permisero di estendere la sua cultura e di approfondire il suo pensiero politico.
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La democrazia cubana di Fidel Castro
La democrazia per me significa che innanzitutto i governi operino intimamente vincolati con il popolo, nascano dal popolo, abbiano l'appoggio del popolo, e si consacrino interamente a lavorare e a lottare per il popolo e per gli interessi del popolo. Per me democrazia implica la difesa di tutti i diritti dei cittadini, fra essi il diritto all'indipendenza, il diritto alla libertà, il diritto alla dignità nazionale, il diritto all'onore; per me democrazia significa la fraternità fra gli uomini, l'uguaglianza vera fra gli uomini, l'uguaglianza delle opportunità per tutti gli uomini, per ogni essere umano che nasce, per ogni intelligenza che esiste.
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Guadalajara, Mexico, 18 Luglio 1991
Per la prima volta, noi latino-americani, ci riuniamo senza che siano altri a convocarci. Già per questo, il nostro incontro assume un carattere storico. Speriamo nel suo successo e che il nostro dialogo sarà costruttivo e fecondo. Ringraziamo profondamente il Messico e il suo Presidente per la brillante iniziativa; mai in precedenza così necessaria e opportuna.
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Festival Internazionale Giovanile "Cuba
Vive" - 9 Agosto 1995
Cari compagni, amici cubani e non, qui realmente, lo dico in tutta sincerità, mi sembra non ci sia più nulla da dire, anzi si è già detto tutto meglio di come potrei dirlo io; ma le pressioni degli organizzatori, e di Viky principalmente, mi hanno indotto a pronunciare alcune parole, purtroppo con un inconveniente: con una voce che si è dichiarata in sciopero. Che faremo? Non le possiamo lanciare gas lacrimogeni, né possiamo reprimere lo sciopero con cisterne di acqua o con i modi che vediamo adottati ogni giorno in altri paesi. Cosi continuerò con questa voce, cercando di adempiere al mio compito nel modo migliore.
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Sviluppo e sottosviluppo, la nostra povertà la vostra vergogna - Copenaghen 1995
Viviamo in un mondo in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Un mondo in cui si continuano a spendere ingenti somme per produrre e vendere armi sempre più sofisticate, anche se la guerra fredda è finita.
Dove c'è caos e anarchia non ci può essere sviluppo; dove c'è la minaccia delle armi non ci può essere pace. Noi siamo chiamati Paesi in via di sviluppo; in realtà siamo Paesi in sottosviluppo. E il mondo sviluppato, lo stesso che crea il sottosviluppo, ora pretende di trovarne la soluzione.
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L'accusa di Fidel - Vertice FAO 1996
Regni la verità e non l'ipocrisia e la menzogna. Prendiamo coscienza che in questo mondo deve cessare l'egemonismo, l'arroganza e l'egoismo.
Le campane che oggi suonano per coloro che muoiono di fame ogni giorno, suoneranno domani per l'umanità intera se non vorrà, non saprà o non potrà essere sufficientemente saggia per salvare sé stessa.
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30º anniversario della Missione Militare cubana in Angola e del 49º anniversario dello sbarco del Granma, Giorno delle Forze Armate Rivoluzionarie, 2 dicembre 2005.
Oggi si compie il 49º anniversario dello sbarco dello yacht Granma sulle coste della patria e comincia il 50º anno di vita dell’Esercito Ribelle e delle Forze Armate Rivoluzionarie.
Com’è noto, dopo lo sbarco, e nonostante i primi rovesci, la lotta si estese rapidamente ad ogni angolo delle nostre campagne e città. Non ci fu un attimo di tregua fino al conseguimento dell’impressionante trionfo popolare del Primo Gennaio 1959, nella lotta mortale contro gli oppressori che torturarono ed assassinarono decina di migliaia di cubani, saccheggiando fino all’ultima riserva monetaria del paese.
Tuttavia, la grandiosa vittoria fu ben lungi dal significare la fine dei combattimenti armati.
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