E POI ARRIVA L’EURO

E poi arriva un giorno quando decido di trasferirmi nella stupenda Italia. Amore, pane, fantasia e cultura. Era lontano 1999 quando ancora regnava la signora Lira e si viveva abbastanza bene. Nessuno si lamentava e si andava avanti. Poi, per la decisione dei Grandi l’Euro prende il sopravvento, cambia tutta l’esistenza e la vita che vivevamo fino ad allora. Ad un certo punto ci troviamo con dei prezzi raddoppiati e i stipendi che sono rimasto sempre uguali.

 

INIZIO DELLA FINE

All’inizio vivevamo cambiando e calcolando nella nostra testa dall’euro nella Lira, sperando in un cambiamento migliore, in un Europa che ha senso dove tutti siamo uguali, uniti e felici.

Da quel momento sono passati quasi 17 anni e la situazione sta peggiorando. La gente sta precipitando in un baratro senza ritorno, in una depressione globale che dicono sia normale. I giovani disoccupati, senza futuro ne famiglia, senza una speranza ne soldi… scappando da un paese all’altro cercando chi sa che cosa.

Ma è tutto normale, dicono. I giovani che vanno dagli psichiatri con attacchi di panico con problemi psicologici dicono che sono le malattie del futuro. E meno male che è così. Pensavamo fossero problemi dell’Europa e della decisione degli Altri.

E andremo avanti vivendo e sperando. Sperando che un giorno riusciremo a prendere la nostra vita nelle nostre mani. Che avremmo una pensione e un giorno riusciremo ad avere i figli. Che potremo ancora sperare in un futuro, nella felicità e in un domani che abbia senso.

 

SPERANZA È L’ULTIMA A MORIRE

Parole vuote o parole di un idealista che non si è ancora svegliato. Speriamo che questa Europa non si rompa, che l’Euro arrivi alle stelle e ci porti la fratellanza che abbiamo sognato dall’inizio. Per adesso solo una grande delusione che sta aumentando da un giorno all’altro portando la gente che ci vive dentro alla disperazione.

Cervelli in fuga sarà magari un giorno la frase che non avrà più senso. La disoccupazione sarà solo un termine nel libro della storia. La depressione giovanile non sarà più la malattia moderna ma un ricordo lontano. Magari. Se solo fosse.

Nel frattempo continuiamo così, a sopravvivere in questo circolo di Dante Infernale, dipendendo dagli altri e dalle scelte degli terzi. Tra terrorismo e orrore quotidiano solo i più forti e fortunati riusciranno a sopravvivere. Pane, amore e fantasia era il sogno appena arrivata in Italia. Adesso ci prego di avere solo il pane e sarò contenta. Purtroppo. E continuiamo così.

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