Di una radio Philips tutti direbbero che è olandese... anche se fabbricata in Asia, un'auto Ford tutti pensano che sia statunitense... anche se prodotta in Cile. E il rhum Bacardi?
Chi dice che viene da Porto Rico, chi dalle Bahamas... ma la maggior parte dei consumatori non saprebbe dire niente... tranne coloro che, grazie ad una falsa campagna pubblicitaria, sono indotti a credere che sia cubano.
Bacardi: Storia di pirateria e terrorismo
La storia del clan Bacardi è storia di successi economici perseguiti senza scrupoli e senza alcun interesse per le ricadute sull'economia nazionale del paese d'origine, Cuba, delle scelte imprenditoriali.
Niente di particolarmente "atipico", quindi.Ma dal 1960 (nazionalizzazioni operate a Cuba dal nuovo Governo) comincia una storia molto più scandalosa: il fiancheggiamento, l'organizzazione, il finanziamento di gran parte del terrorismo che ha insanguinato Cuba, e non solo.Ecco, in estrema sintesi, la ingloriosa cronologia:
Acquisto, seguito in prima persona da Pepin Bosch, di un vecchio B-26 che avrebbe dovuto bombardare le raffinerie di petrolio cubano, operazione fallita solo per uno scoop del New York Times
Con il compito dichiarato di preparare un secondo sbarco a Cuba, Pepin Bosch promuove nel 1964 l'organizzazione della "Rappresentanza Cubana dell'esilio" (RECE) il cui capo militare designato era un ex ufficiale dell'esercito di Batista, uomo della CIA, nonché vice comandante della spedizione della Baia dei Porci. Come scrive l'isospettabile Alvaro Vargas Llosa nel libro "L'esilio indomabile", commissionatogli nel 1998 dalla FNCA (Fondazione Nazionale Cubano-americana, fondata nel 1981), la Bacardi finanziava la RECE con 10.000 dollari al mese e versava ad ognuno dei suoi sei dirigenti uno "stipendio" mensile di 600 dollari. Per largo tempo fu capo delle operazioni di aggressione della RECE Luis Posada Carriles, uno dei più sanguinari terroristi del mondo occidentale, recentemente arrestato a Panamà (novembre 2000), dove stava preparando un attentato a Fidel Castro.
L'autorità che ispirava Pepìn Bosch, in quanto rappresentante della prestigiosa Bacardì, fu di grande aiuto nell'impresa di unificare i vari gruppuscoli controrivoluzionari: a partire da quest'unità d'azione "prese il via un movimento di infiltrazioni e attacchi armati all'Isola... Avevano barche, scafi rapidi di 25 piedi. .."
Un documento desecretato nel 1998 negli USA attesta che un complotto per assassinare Castro e Guevara (1964) coinvolgeva elementi della mafia statunitense ed era finanziato per una somma di 100.000 dollari da Pepìn Bosch, della Bacardì.
La RECE tentò di stabilire contatti con vari Governi latino americani, alla ricerca di legittimazione politica: dai militari golpisti in Brasile (1964) fino al Cile di Pinochet che venne decorato della Medaglia della Libertà da parte dell'Associazione dei Veterani della Baia dei Porci. Il dittatore ebbe modo di contraccambiare stabilendo particolari relazioni con alcuni dei terroristi cubani oltre che fornendo armi, copertura, addestramento, esplosivi. Fra i suoi beneficiati anche il noto terrorista Orlando Bosch, appartenente alla RECE, cui Pinochet affida il compito di consigliere della polizia politica cilena.
Ottobre 1976 -esplode un aereo della Cubana de Aviacion (73 morti), imbottito di dinamite da Orlando Bosch e Luis Posada Carriles (uomini della RECE), poi arrestati, processati e incarcerati dalla magistratura venezuelana
1981- nasce ufficialmente la FNCA, Fondazione Nazionale Cubano-Americana, dietro impulso dell'Amministrazione Reagan e ad opera di vari dirigenti e azionisti della Bacardì (insieme a emissari della CIA). La FNCA nasce per ripulire l'immagine dei controrivoIuzionari cubani dalla cattiva fama causata dall'attività terroristica e dalle relazioni con il traffico di droga: si costituisce infatti come associazione senza fini di lucro, esente da imposte, con motivazioni "scientifiche, educative e caritatevoli". Il suo primo presidente è un ex membro dell'organizzazione terrorista Abdala (Frank Calzon). Vari azionisti della Bacardì sono nel Consiglio direttivo della FNCA, dove esercitano un gran potere. Nessun'altro nucleo imprenditoriale o clan familiare ha mai avuto una rappresentanza così larga, costante e determinante all'interno di questa formazione dell'estrema destra. Dunque questi stessi azionisti sono fra i maggiori responsabili e complici delle attività legali e di quelle clandestine svolte dal 1981 in poi dalla FNCA. Tra gli altri ricordiamo Pepìn Bosch (già più volte citato), che anche dopo aver lasciato la presidenza della Bacardì (1976) ha continuato ad occupare il suo posto eminente nella FNCA fino alla morte (1994).
"Guerra sporca" contro il Governo sandinista del Nicaragua - la FNCA ha un ruolo determinante e orgogliosamente rivendicato: "la nostra attiva partecipazione nel conflitto centro-americano... riguarda tutta una gamma di attività.. ." (comunicato a pagamento su EI Miami Herald del 20.5.86)
Scandalo Iran-Contrasgate- è totalmente coinvolto Posada Carriles, il terrorista evaso dal carcere venezuelano dove scontava la pena per aver fatto esplodere un aereo cubano: per l'organizzazione della sua evasione si dovettero sborsare 28.600 dollari, raccolti dai dirigenti della FNCA. Ne EI Salvador dove teneva la sua base riceveva mensilmente denaro dalla FNCA, come dichiara in un'intervista egli stesso. Potevano gli azionisti della Bacardì, potentemente presenti nella direzione della stessa FNCA, ignorare che la loro organizzazione finanziava un evaso, noto terrorista?
Guerra civile in Angola- ritroviamo l'impegno della FNCA e di Bacardì in primo piano. Il ruolo assegnato loro dalla politica estera USA fu quello di collaborare al successo dell'immagine costruita a tavolino per la UNITA di Savimbi e di organizzare e sostenere economicamente i comitati di appoggio (centinaia di migliaia di dollari, in gran parte sborsati dal magnate della Bacardì, Pepìn Bosch). Anche qui, "I'autodenuncia" della FNCA, e degli azionisti Bacardì in essa militanti, è chiara: "i nostri legami con Savimbi e con I'UNITA, la sua visita negli USA e l'aiuto materiale che oggi sta ricevendo da questo Paese, dimostrano l'efficacia dell'attività svolta dalla FNCA per informare e educare in modo adeguato l'opinione pubblica statunitense" (annuncio pubblicato da EI Miami Herald del 20.5.1986)
1991- la FNCA s'incontra con il Ministro degli Esteri della Russia, da cui ottiene l'impegno a ridurre le relazioni con Cuba. La riunione, ripresa ampiamente da stampa e televisioni, si conclude con brindisi, mentre troneggia in bella vista davanti alle telecamere una cassa di Bacardi. Un documento inviato a tutti i dirigenti della FNCA, in cui si traccia la linea d'azione a fronte dell'inevitabile, vicina caduta del Governo a Cuba, conclude con una perentoria dichiarazione: "Non tremeremo davanti a niente e nessuno, non lo desideriamo ma se deve scorrere il sangue, scorrerà.". Nel direttivo della FNCA si trovavano, fra gli altri, Jose Bacardì, Manuel Cutillas, Clara Maria Del Valle, tutti azionisti e dirigenti della Bacardì.
AI momento della crisi de "Ios balseros" (emigrazione di cubani senza visto d'ingresso verso la Florida, attirati da una legge USA che offre ai cubani,ed esclusivamente a loro, la residenza negli USA qualora riescano a toccarne il suolo in qualsiasi modo), Clinton accetta il colloquio con il Governo cubano. Per protesta la FNCA organizza uno "sciopero patriottico", rivendica tolleranza verso le azioni militari compiute contro Cuba e l'abbandono dell'impegno assunto con la ex URSS di non invadere l'Isola. Alla convocazione dello sciopero, l'assistente del presidente di Bacardì Imports (Rodolfo Ruiz) dichiara: "sosterremo qualsiasi azione risultasse necessaria". Migliaia di manifestanti vengono trasportati da Miami a Washington e anche la neo-costituita Bacardì-Martini collabora mettendo a disposizione alcuni autobus. Nasce l'organizzazione "Hermanos al rescate" con il caritatevole fine dichiarato di rilevare con speciali voli aerei le imbarcazioni di fortuna cubane nello stretto della Florida: il fondatore è il cubano-statunitense Jose Basulto, mercenario nell'invasione della Baia dei Porci, uomo della CIA e della Contras nicaraguense. Bacardì patrocina una grande raccolta di fondi in suo aiuto (vengono raccolti 72.937 dollari) cui aderisce tra gli altri anche la famosa cantante di salsa Gloria Estefan (figlia di una guardia del corpo di Batista) e suo marito, appartenenti entrambi al clan Bacardì.
1992- il senatore Robert Torricelli, la cui campagna elettorale era stata finanziata dalla FNCA, sottoscrive la prima legge di inasprimento delle misure già vigenti di blocco a Cuba, legge che proibisce alle sussidiarie degli USA, in qualsiasi parte del mondo, di acquistare, vendere e investire a Cuba e che sarà fonte del primo serio contrasto fra Usa da un lato e Unione Europea più Canada dall'altro.
1996- una seconda legge, che porta il nome dei senatori Helms e Burton, vecchie conoscenze della FNCA, delinea il processo "di transizione" verso la democrazia a Cuba, condizione per arrivare ad un accordo con il Governo cubano, cui non dovrebbero più partecipare né Fidel né Raul Castro, in quanto la legge lo PROIBISCE ( ! ! ) Prevede assurdamente il diritto per gli antichi proprietari a Cuba di terre, imprese e case, cittadini statunitensi o naturalizzati, di citare in giudizio qualsiasi imprenditore di qualsiasi paese che "traffichi" con queste proprietà. Come vedremo poi, la legge Helms-Burton pare fatta apposta per il clan Bacardì. ..e infatti nel Congresso USA il nomignolo affibbiatole era proprio "Progetto di Legge Bacardi".
Dal 1990 la FNCA crea una sezione paramilitare che riunisce diversi capetti e mercenari con lunga storia alle spalle di aggressioni a Cuba. Si susseguono attentati contro cabaret e hotel, avvelenamento di capi bovini, incendio di campi di canna da zucchero, sbarchi armati con assassinio di militari e pescatori incontrati casualmente. ..Vengono più volte bloccati carichi di esplosivo che si cercava d'introdurre nell'Isola.
1997- la FNCA organizza e finanzia (attraverso il terrorista già sopra citato Posada Carriles) una serie di attentati a hotel e ristoranti della capitale cubana, con l'obbiettivo di stroncare l'industria del turismo e di conseguenza togliere all'economia dell'Isola una fonte di introito di valuta divenuta importante. Molti ordigni vengono scoperti e disattivati in tempo utile, ma fra le esplosioni comunque prodottesi, la più drammatica è quella in cui perde la vita un giovane turista italiano (Fabio Di Celmo) ed altri restano feriti. Il commento di Posada Carriles, riportato in un'intervista, fu che "l'italiano si trovava nel luogo sbagliato e nel momento sbagliato". A quella data, lo ricordiamo, la Bacardì già aveva acquisito la Martini&Rossi, impresa italiana. L'assassinio di un italiano non fu però motivo in Italia, stranamente, di spiegazione e approfondimento degli obbiettivi del terrorismo, di denuncia degli autori e dei finanziatori di questa ondata di bombe e di tutti gli altri attentati compiuti e sventati negli anni precedenti. La FNCA rese pubblico un proclama in appoggio alla campagna di bombe del 1997: la firma apposta in calce era di Clara Maria Del Valle (figlia di un mercenario dello sbarco alla Baia dei Porci), vice-presidente della FNCA e azionista della Bacardì.
Rum cubano, il Polo si schiera con gli Usa. E Prodi li accusa: siete antieuropeisti.
Vengono amabilmente chiamati "Onorevoli Bacardi" gli eurodeputati del Polo capeggiati da Buttiglione, Dell'Utri, Casini e Fini che si sono schierati a favore degli usurpatori anti-castristi del marchio del famoso rum cubano ed hanno denunziato la Cornmissione europea per il suo ricorso contro gl Stati Uniti all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Sono più di cento e con la loro dichiarazione di dissenso indirizzata ai padroni del mondo e alla Omc sono riusciti a far perderela pazienza persino al pazientissimo Prodi: non perché non sia lecito protestare contro qualsiasi cosa nelle megagalattiche strutture di Rue Beliard, lamentare che il popolo cubano non venga affamato abbastanza o che l'Avana non sia stata ancora bombardata con le nuove armi nucleari sviluppate dagli Stranamore del Pentagono, ma perché certi modi e certe forme vanno osservate.Il Presidente della Commissione Europea ha così preso carta e penna ed agli "onorevoli Bacardi' ha scritto quanto segue: «ll Trattato dell'Unione e la procedura della cooperazione politica che noi abbiamo attuato prevedono diversi strumenti e vie di comunicazione tra le istituzioni al fine di permettere una discussione di queste divergenze di punti di vista. Mi vedo comunque costretto ad esprimere le mie più gravi apprensioni per il tipo di azione da voi prescelto nell'inviare la dichiarazione di dissenso a paesi terzi presentemente impegnati in una contestazione internazionale contro la Comunità. Non posso nascondervi che il momento del vostro intervento e la sua sostanza possono rivelarsi potenzialmente dannosi all'azione esterna dell'Unione Europea e non solo perche la questione è presentemente ancora soggetta a giurisdizione internazionale».
"Il ragazzo del Copacabana" edizioni Josè Marti.
Il 4 settembre del 1997 una bomba esplose all’Avana nell’Hotel Copacabana, nell’esplosione rimase ucciso un nostro connazionale, Fabio di Celmo.
Il libro scritto da Acela Camer Roman racconta quella storia e chi sono i suoi assassini.(vedi anche Fabio Di Celmo )
"CUBA: la guerra occulta del Ron Bacardí"
di Hernando Calvo Ospina
www.edizioni-achab.it Prologo di JAMES PETRAS, Professore d'Etica Politica dell'Università di Binghamton - New York
Questa è la storia delle strette relazioni esistenti tra i principali
dirigenti e gli azionisti della società "Rum Bacardí", l'organizzazione d'
estrema destra Fondazione Nazionale Cubano Americana -FNCA-, e l'Agenzia
Centrale di Spionaggio (CIA). In questa storia troviamo una quantità di
dettagli che spiegano come la Bacardí è servita da condotto per i fondi
della CIA che erano destinati ai mercenari paramilitari in Nicaragua, in
Angola e ai controrivoluzionari cubani. Questo lavoro è molto più di una
successione di notizie su una compagnia multinazionale, che aziona in
assoluta impunità contro popoli che lottano disperatamente per conquistare
una vita migliore.
Nel libro si pongono sul tavolo le questioni fondamentali sulle relazioni
tra le multinazionali e le politiche imperialiste e l'utilizzo strumentale
dello stato da parte di queste imprese private per servire il terrorismo
diretto dallo Stato stesso. Lo studio di Hernando Calvo sostiene che le
multinazionali non sono semplicemente entità economiche che operano per la
propria espansione commerciale, ma divengono entità politiche utilizzate
dallo Stato che così si garantisce attività illegali.
La Bacardí dimostra che, assieme alla Fondazione cubano - americana, impone
la propria influenza diretta sulla politica degli Stati Uniti verso Cuba e l
'autore chiede tra l'altro: com'è possibile che funzionari di imprese
straniere non statunitensi - che agiscono per le proprie sante ideologie -
possono fare politica alle spalle dei cittadini statunitensi e contro gli
interessi di costoro? Perché la Bacardí realmente non è un'impresa
statunitense, ma, nonostante ciò, controlla legislatori degli Stati Uniti,
compra il voto dei candidati alla Casa Bianca, e consegna fondi per
promuovere attività paramilitari che violano le leggi di questo paese.
La Fondazione Nazionale Cubano - Americana e la Bacardí sono strettamente
vincolate poiché, come rappresentanti chiave della multinazionale del rum,
fanno parte della giunta amministrativa della FNCA. Le politiche Bacardí -
FNCA sono un ostacolo centrale per qualsiasi genere d'avvicinamento tra gli
Stati Uniti e Cuba. Il fatto che il Presidente della Camera del Commercio
statunitense, che è la più importante associazione degli U.S.A. a questo
livello, abbia richiesto che si ristabiliscano le relazioni economiche con
Cuba, come una priorità indispensabile, ci dimostra che la Bacardí e la FNCA
rappresentano in questa nazione interessi commerciali sempre più isolati.
Quindi perché a Washington si seguono le politiche estremiste della coppia
Bacardí - FNCA?
Calvo Ospina ci offre la lettura di piste molto chiare che aiutano a
scoprire perché un gruppo numericamente insignificante di esiliati cubani,
concentrati nella città di Miami in Florida, può esercitare un'influenza
così forte. Questi potenti estremisti di destra apportano il quindici per
cento dei fondi per la campagna elettorale del Congresso. Un fatto ancora
più importante: i terroristi cubani, che hanno vincoli con la FNCA e la
Bacardí, hanno svolto un ruolo di prim'ordine nelle operazioni clandestine
di guerra sporca nelle zone scelte da Washington per la loro importanza
strategica. Washington non è disposta a rinnegare gli esiliati terroristi
che hanno fondato e diretto i Contras, in Nicaragua, che hanno appoggiato i
mercenari dell'UNITA in Angola, che hanno addestrato gli squadroni della
morte in El Salvador o che hanno preparato la terribile polizia politica in
Cile. Gli esiliati cubani, come i terroristi clandestini, hanno
rappresentato e rappresentano una forza strategica.
Mentre giorno dopo giorno aumenta il numero di imprese e di agricoltori
statunitensi che esigono, gridando, che Washington tolga la barriera
commerciale con Cuba, le amministrazioni statunitensi si sforzano di evitare
di inimicarsi il figliolo prodigo, appartenente all'ala dell'estrema destra
degli esiliati cubani.
L'autore di questo libro sottolinea l'elemento ideologico terrorista della
politica statunitense e il ruolo chiave che gli esiliati cubani e la Bacardí
giocano nel praticarlo. Resta da vedere, in questo nuovo periodo di post -
guerra fredda, un periodo nel quale si sta intensificando la battaglia
economica, se Washington opterà per la Bacardí o per la Camera del Commercio
degli Stati Uniti.
Pierre Pringuet è il Direttore Generale della Pernod Ricard dal giugno del 2000 e Presidente del Comitato Sully. Egli, con Alexander Sirech, Direttore generale della Havana Club International, ha offerto una conferenza stampa nella Fondazione del Rum Havana Club - il Museo del Rum- per fare il punto sulla diatriba con la Bacardi e sulle vendite dei liquori della holding francese Pernod -Ricard -che ha recentemente incorporato la Seegram.
I due dirigenti, molto soddisfatti, hanno informato i rappresentanti della stampa sulle vendite dei loro prodotti, soprattutto su quelle del Rum Havana Club, che hanno avuto una crescita del 26% tra il 1995 e il 2000. L'Europa è il mercato maggiore con il 66% e le vendite in Italia hanno toccato il 36% nel 2000, mentre la Bacardi copre il 25%. La Germania definita "La nostra futura Italia" da Sirech, ha avuto una crescita nelle vendite dell'Havana Club del 44%. Nel prossimo mese di gennaio si attende la decisione finale della Organizzazione Mondiale del Commercio sulla causa tra Havana Club e Bacardi, dopo che, il 6 di agosto del 2001, la OMC decise che l'Articolo 211 degli Stati Uniti costituisce una violazione all'accordo ADPIC ( che riguarda la protezione e il rispetto della proprietà intellettuale, ossia, in questo caso, il diritto di usare il marchio Havana Club). La Bacardì sta usando una pubblicità che inganna il consumatore a proposito della provenienza dei suoi Rum.