Questo sito ha come scopo quello di solidarizzare con i popoli che combattono quotidianamente contro l'imperialismo-capitalismo, che oggi come non mai rappresenta una minaccia per il futuro dell'umanità.
Nostro obiettivo è di smascherare le menzogne che ci vengono raccontate ogni giorno dai nostri media e di far emergere la verità.
Non è un sito giornalistico e non ha nessuna pretesa se non quella di poter offrire ai suoi visitatori del materiale sul quale poter ragionare e poter costruire delle proprie opinioni senza prendere ogni volta per vere le notizie che ci vengono date dalla televisione e dai giornali, in gran parte, se non tutti, fedeli servitori del capitalismo e dell'imperialismo.
Crediamo che le cocenti sconfitte in Medio-Oriente dell'asse criminale USA-Israele e il risveglio dell'America Latina, dove abbiamo una Cuba non più sola, ma sotestenuta dai governi amici del Venezuela e della Bolivia, possano essere l'inizio per la sconfitta del sistema terrorista e genocida nato dal capitalismo e dall'imperialismo.
Siamo consapevoli che se tutti gli uomini e le donne generosi che conta questa terra rispondessero all'appello, tutti i ciarlatani, i parassiti, i mediocri e gli egoisti sarebbero spazzati via in un soffio.
Riportiamo qui sotto le parole di un rivoluzionario cubano, Victor Hugo Perez Lores, tratte da una sua intervista, che facciamo anche nostre. fuser[at]venceremos[dot]it
Iniziamo dalla globalizzazione che è una parolina nuova. Credo che la globalizzazione sia un processo naturale dello sviluppo, delle tecnologie e dell'ordine sociale.
Peccato che la globalizzazione abbia un fratello che si chiama neoliberismo, quello che non ci piace per niente.
E' qui che la globalizzaione diventa un male, perché il neoliberismo imperialista è uno sviluppo del capitalismo, provoca la comparsa di individui sempre più ricchi e di masse sempre più povere, povere anche per la qualità della povertà oltre che per la quantità.
Parlare di democrazia, libertà, diritti umani in questo tipo di mondo è un'assurdità.
Ci sono terre nel mondo che si perdono, specie che spariscono, il clima che diventa distruttivo.
Per questa strada l'umanità va verso il suicidio. Non ci sarà più un pianeta, né per i poveri né per i ricchi.
Parlano di azzerare il debito dei paesi poveri, ma quel debito è inesigibile, è eterno, una criminale divisione internazionale del lavoro ha reso quei paesi monoproduttori e i prezzi sono stabiliti dai ricchi.
Arrivano parlando anche di solidarietà, ma intendono carità, intendono di essere buoni e generosi, ma non è questione di carità, è questione che andando avanti così si uccide la vita sulla terra.
Quando muore un cane, muore un pezzo di vita del pianeta, quando si secca un fiume sparisce una parte di vita del pianeta, quando si sradica una pianta si sradica un arco del pianeta.
Quando intere specie di pesci scompaiono dal mare, il mare stesso cessa di essere mare. Se le alghe, l'erba, l'acqua vengono contaminate muoiono la fauna, la flora, i popoli.
Certo il capitalismo non è più quello di prima, oggi il problema è assai più vasto. Noi altri, in questa piccola isola di Cuba, siamo certo insignificanti, non possiamo metterci all'altezza del resto dell'umanità, ma per 40 anni e più abbiamo costruito il socialismo, abbiamo dimostrato che siamo diventato un popolo più sano, più forte, con condizioni migliori di tutti i nostri vicini e abbiamo salvaguardato anche l'ambiente naturale.
Siamo coscenti che l'unità di tutte le forze antimperialiste è oggi la prima necessità.
Lei mi parlava di sinistra possibile.
Io le parole comunista, socialista, sinistra le uso con grande cautela.
Io suggerisco sempre: non dirmi quello che sei, dimmi quello che fai.
C'é gente che si definisce comunista o socialista o di sinistra.
A noi cubani spesso non pare proprio che lo siano.
Non importa come ti chiami dimmi come va la salute del tuo popolo, l'istruzione, la distribuzione della ricchezza, poi vedremo se stai a destra o a sinistra.
Noi qui cerchiamo di avere interessi in comune, obiettivi in comune fra tutti.
Ed è dunque con molto orgoglio che ci definiamo comunisti.
Siamo in un momento storico in cui i popoli per difendersi dalla violenza devono utilizzare la violenza, perciò non c'é molta differenza, che ne dicano, tra quest'epoca e la precedente.
Anche se noi tutti, rivoluzionari del mondo, sosteniamo che sarebbe meglio sedersi ad un tavolo per discutere di tutti i problemi, quelli che affliggono il pianeta.
E' possibile questo? Si, è possibile. Manca un pò di volontà, di capacità, di buon senso, di buona fede, di solidarietà.
Loro gli imperialisti non hanno questo, vivono di prepotenza, sfruttamento, violenza, e queste sono le conseguenze.
Riguardo il terrorismo, io penso questo, noi siamo contro il terrorismo,l'abbiamo già detto, siamo contro il terrorismo e contro la guerra.
Ma oggi giorno possiamo dire che molti gruppi terroristi vengono creati artificialmente dagli Stati Uniti e dal resto delle forze a cui conviene vendere armi, a cui conviene destabilizzare, creare conflitti, screditare la vera resistenza dei popoli contro il colonialismo.
Sono in realtà forze che non vogliono la pace, credono nella rapina, hanno la filosofia della violenza, e sopratutto hanno l'etica fascista della violenza. Che è la cosa più brutta del mondo!
dall'intervista di Fulvio Grimaldi a Victor Hugo Perez Lores, grande rivoluzionario, scrittore, poeta, iniziatore e direttore del museo del Popolo in Marcia