LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO
    In ricordo di Giambattista Lazagna "Carlo", vice comandante della Divisione Partigiana "Pinan Cichero"

    Ringrazio l'amico Walter Delfini per avermi fornito il materiale e per mantenere viva la memoria

    In ordine cronologico:

    1. UN ANNO FA MORIVA PIETRO FASCIOLO, PARTIGIANO IN JUGOSLAVIA
      "L'AQUILA" FU UN RIFERIMENTO IMPORTANTE DEL MONDO OPERAIO E DEL PENSIERO LIBERTARIO NOVESE NELL' IMMEDIATO DOPO GUERRA
      di Walter Delfini

      LA JUGOSLAVIA LO HA RICORDATO COSÌ

      IL RICORDO DEL NIPOTE DAVIDE PIETRO L'"ANARCHICO" di Davide Fossati

      fonte: 13 Ottobre 2001 - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      E’ già passato un anno dalla scomparsa di Pietro Fasciolo, avvenuta il 10 ottobre del 2000, ed è difficile prendere atto che questa sia una realtà ineluttabile. Pietro, per me e molti altri amici fa parte di quella particolare cerchia di persone la cui essenza rimane presente in modo vitale al di là della concreta fisicità. Ci sono uomini e donne talmente vitali nella loro intelligenza, nella loro curiosità, nel loro impegno civile, nel loro continuo ricercare verità e perché degli accadimenti umani che anche quando non ci sono più ci si scopre curiosamente impegnati a dialogare e a confrontarci con loro. [LEGGI]

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    G.B. Lazagna

    1. PARLANDO CON LAZAGNA DEI RECENTI LIBRI DI PIER PAOLO RIVELLO ("QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME DEI CRIMINI NAZISTI?") E PRIMO DE LAZZARI ("LE SS ITALIANE")
      Le SS Italiane, spie con il fazzoletto rosso al collo

      QUEL 14 SETTEMBRE 1944 A VIGOPONZO IN VAL BORBERA
      Una testimonianza del partigiano Francesco Rivara (“Bruno”) tratta dal libro di Giorgio Cimelli “Cronache militari della Resistenza in Liguria”

      fonte: 21 settembre 2002 - - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      Abbiamo chiesto a Gianbattista Lazagna come valuta le due recenti pubblicazioni :“Le SS Italiane” e “Quale giustizia per le vittime dei crimini nazisti?”. “Sono due lavori che hanno il pregio di mettere in luce particolari importanti della storia del fascismo in Italia, e mettono a nudo quanto fosse demagogico e strumentale il patriottismo di facciata di quel regime.[...]" [LEGGI]


    2. "OGNUNO È LIBERO DI RICORDARE I PROPRI MORTI, MA NESSUNO DEVE NUTRIRE DESIDERI DI RIVINCITA"
      A Pertuso, presidio antifascista presso il monumento dei partigiani

      fonte: 28 settembre 2002 - - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      L’iniziativa, basata sulla spontaneità intrapresa dall’Anpi Val Borbera, si è resa necessaria perché, come ha sottolineato Giambattista Lazagna, “è naturale che ognuno ricordi i propri morti ma il quadro politico che si è determinato nel nostro paese non deve creare facili illusioni a chi nutre desideri di rivincita; la coscienza democratica è profondamente legata alla memoria di chi ha lottato per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo”. Lazagna ha proseguito affermando che “siamo qui anche per fare rispettare i simboli della memoria della lotta di liberazione e in particolare di questa valle, che è stata zona liberata e dove hanno avuto inizio le prime forme di autogestione democratica. In diverse occasioni, infatti, sia la lapide dei partigiani che i nostri monumenti sono stati oggetto di esecrabili attentati”. [LEGGI]


    3. GRAZIE, COMANDANTE "CARLO"! di Walter Delfini
      Giambattista Lazagna, nome di battaglia “Carlo”. Una vita dedicata all’impegno sociale e politico.

      fonte: 1 Febbraio 2003 - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      Su Lazagna partigiano, politico e storico della Resistenza si è detto molto e molto ci sarà ancora da dire. In questo momento, posso solo cogliere frammenti di una storia, di una vita intensa. Il mio rapporto con Gibì, rafforzato in questi ultimi anni, era basato sulla condivisione ideale e caratterizzato da un forte affetto nei suoi confronti. Ciò che più mi sta a cuore è sottolineare la sua particolare sensibilità, la sua energia calda e positiva che avvolgeva e affascinava, la sua rara capacità intuitiva che lo rendeva curioso, aperto, proteso verso le persone e verso tutto ciò che si muoveva nella società. Soprattutto i giovani ne sono stati sempre coinvolti e non solo negli anni ‘60 e ‘70. [LEGGI]

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    4. LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO di Walter Delfini
      “La storia va detta tutta, fuori dalle strumentalizzazioni ideologiche”
      Walter Delfini intervista “Cucciolo” - il più giovane partigiano di Novi

      fonte: 21 Aprile 2004 - www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - antifascismo

      Dopo il 25 aprile 45, quel tal Merendi, che mi aveva picchiato, lo squadrista, si era nascosto per parecchi mesi, io sapevo dov’era, ma non sono mai andato a prenderlo e a dirgli: “Ora ti do quello che mi hai dato!” Il fatto è che dopo pochi mesi nessuno è più andato a cercare i fascisti, sono tornati tutti in circolazione anche quelli che avevano fatto delle porcherie e poi c’è stata anche l’amnistia, più pacificazione di così! Una cosa è certa che se avessero vinto loro la caccia all’uomo sarebbe durata fino ad oggi, sarebbe stata una vera e propria tragedia. A volte ci vorrebbe la dignità di tacere. Speriamo solo che queste cose non si ripetano più! ... Ho voluto ricordare con te questi avvenimenti perché ritengo necessario specie per le nuove generazioni trasmettere la memoria. Per non dimenticare. Cosi come ci ha insegnato la medaglia d’oro della resistenza Carla Capponi:”Scrivere le proprie esperienze credo sia un dovere civile per chiunque abbia da testimoniare del suo tempo.” [LEGGI]

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    5. LA STORIA COME RIFLESSIONE SUL PRESENTE di Walter Delfini
      A Rocchetta commemorato il partigiano G.B Lazagna
      Caligari: “Col suo arresto spezzato il filo tra Resistenza e Sessantotto”

      fonte: 29 Gennaio 2005 - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      Prosegue Calegari: “Erano anni difficili, il ‘69 è l’anno delle bombe a Milano, nel ‘74 si chiude una prima fase delle stragi con la strage di Brescia...si capisce che oggi si può sorridere di uomini come Feltrinelli, ironizzare sul ricco editore che teme il golpe...Il fatto è che il golpismo c’è stato, Gelli c’è stato, la P2 c’è stata, e gli iscritti alla P2 esistono ancora e i piani della P2 si manifestano con il duro attacco all’ordine giudiziario riducendo spazi di democrazia. Non si è arrivati a nulla, ma la violenza e il marasma politico di quegli anni hanno soffocato hanno costretto Lazagna a difendersi, accettando il ruolo del comandante partigiano, della medaglia d’argento, si è trovato stretto in questa sua storia di partigiano, che ha parlato con i giovani, con gli studenti, il grande vecchio ecc. [LEGGI]

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    6. CANTALUPO LIGURE: OMBRE SULLA MEMORIA di Walter Delfini
      Alla commemorazione del 60° anniversario della battaglia, G.B. Lazagna, autore del libro “Ponte rotto”, è stato dimenticato – Poco condivisibile il paragone partigiani-caduti di Nassiyria

      fonte: 12 Febbraio 2005 - "Il nostro Giornale" di Novi Ligure

      G.B.Lazagna “Carlo” scomparso il 22 gennaio 2003, il vice comandante della Pinan-Cichero, che partecipò alla battaglia e la descrisse in uno dei più importanti libri sulla Resistenza, “Ponte Rotto” non è stato citato né dalle autorità locali né dalle autorità provinciali. Stranamente la figura di “Carlo” non compare neppure su “Il piccolo” di venerdì 4 febbraio. Il giornale d’Alessandria e Provincia, a pagina 34, nel pezzo dedicato alla rievocazione di quell’avvenimento cita il suo “Ponte Rotto”, libro che descrive la battaglia e l’atto eroico di Fiodor, senza nominarne l’autore che tra l’altro era tra i protagonisti di quell’episodio, lo scontro con le forze nazi-fasciste. Certamente è una svista, che però va ad accumularsi a tante altre dimenticanze. [LEGGI]

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    7. UNA LETTERA CHE CHIEDE DI RIVALUTARNE LA FIGURA
      QUANDO IL PARTIGIANO LAZAGNA ENTRÒ IN CONTATTO CON LE BR

      Le due pagine uscite a dicembre 2007, su "Patria indipendente", rivista dell'ANPI nazionale che trattano del caso Giambattista Lazagna "Carlo"

      La lettera di Antonio Corbelletti al direttore di "Patria Indipendente", Wladimiro Settimelli
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      La risposta del direttore Wladimiro Settimelli
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      "Carlo", il compagno del Ponte Rotto di Franco Carlini
      fonte: il manifesto, 29 gennaio 2003
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      LA COMPLICATA VICENDA DEL PARTIGIANO "CARLO"
      PARLIAMO ANCORA DI G.B. LAZAGNA

      Le cinque pagine uscite a marzo 2008, su "Patria indipendente", rivista dell'ANPI nazionale, che trattano del caso Giambattista Lazagna "Carlo"

      La lettera di Walter Delfini al direttore di "Patria Indipendente", Wladimiro Settimelli
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      La risposta del direttore Wladimiro Settimelli
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      Intervento di G:B.Lazagna "Carlo" alla manifestazione operaia all'Europa Metalli, di Serravalle Scrivia, il 24 aprile 2001
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      I DUE ARTICOLI ORIGINALI LI TROVI SU "PATRIA INDIPENDENTE": www.anpi.it/patria.htm



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    COLONIALISMO, IL MITO DEL BUON ITALIANO di Angelo del Boca
    Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di ipirite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni. Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Una politica coloniale all'insegna del mito sugli «italiani, brava gente». L'Italia repubblicana non ha ancora fatto i conti con l'«avventura coloniale» del fascismo, favorendo una storiografia moderata o revanscista [LEGGI]

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    un "pezzo nascosto" di storia italiana del Novecento a portata di tutti attraverso un sito web


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