LA NUOVA PAROLA D'ORDINE DEL PRC
Dalle mie parti, questa splendida estate sta finendo. Arrivano le prime
piogge e finisce il caldo. Dal mare non lontano arriva una brezza più
fresca e finisce l'afa. Solo le puttanate di Bertinotti non finiscono
mai. Nemmeno a Ferragosto è stato capace di non sparare cazzate, come
diceva Guccini.
Più mi riprometto di non scrivere più del Mad Dog cisalpino, anzi di non
pensarci nemmeno, più questo mi fa saltare la mosca al naso: prima se la
prende con gli amici dei Palestinesi, poi con la resistenza, poi con
Marx e Lenin, poi scopre la nonviolenza, prima fa due palle così a tutto
il mondo con il "movimento" e poi scarica I Disobbedienti, che non
saranno un granché (anzi, sono proprio poca cosa) ma certamente Nunzio
D'Erme è un tipo un po' più di movimento di quanto non sia Roberto
Musacchio, che a Roma chiamano la moglie di Patrizia Sentinelli, perchè
lo sanno tutti che i pantaloni in casa li porta lei.
Dopo aver lucrato un buon risultato elettorale soprattutto in nome del
NO ALLA GUERRA SENZA SE E SENZA MA, cosa ti combina Mad Dog? Con il
solito linguaggio contorto e affabulatore, in pieno Ferragosto se ne
esce che, se si fanno le primarie e se il "popolo della sinistra" vota a
maggioranza che possiamo continuare a fare la guerra in Iraq - con le
insegne dell'ONU, beninteso - ebbene, il PRC ne prenderà
democraticamente atto e si adeguerà a tale decisione.
Poiché, nella mia ignoranza, le sole primarie che conoscevo erano le
vecchie elementari, così rinominate da quel manico di scopa bistrato che
chiamano Ministro della Pubblica Istruzione, mi sono documentato: le
primarie sarebbero le elezioni interne ai partiti nordamericani in cui
gli iscritti votano il candidato alla Casa Bianca. Detta così, non pare
una faccenda straordinaria, nel senso che non c'è niente di strano se i
Democratici scelgono il loro candidato e i Repubblicani pure; semmai, ci
sarebbe parecchio da discutere sulla democrazia nordamericana in
generale, dove il Presidente viene eletto da quattro gatti perchè a
votare non ci va quasi nessuno, ma questo è un altro discorso.
Allora, secondo Mad Dog bisogna fare le primarie anche da noi, ma sul
programma della "coalizione", e chi prende meno voti si adegua al
programma votato dalla maggioranza degli aventi diritto... ma chi sono,
concretamente, questi "aventi diritto"? Mad Dog ammette candidamente di
non averne la minima idea, ma tanto - dice sempre lui - quello è un
fatto tecnico, quello che conta è il pensiero, come quando ti regalano
qualcosa che non ti serve a un tubo ma tu devi ringraziare lo stesso.
Insomma, se alle primarie votano gli iscritti ai partiti della
"coalizione", vuol dire che il programma sulla guerra e sulle pensioni
lo decidono i diessini, i democristiani della Margherita e di Mastella,
i socialisti di Boselli, i Repubblicani (si, ci sono pure quelli) della
Sbarbati, i Verdi, i Comunisti Italiani e, naturalmente, anche gli
iscritti al PRC. Non conosco esattamente i numeri, ma ho ragione di
credere che, in siffatto contesto, i sostenitori del NO ALLA GUERRA
SENZA SE E SENZA MA siano piuttosto minoritari, a differenza di quel che
avviene nel paese reale, dove però gli iscritti ai partiti sono
veramente pochi, anche fra quelli che scendono in piazza contro la guerra.
Allora, secondo Mad Dog, democrazia vuole che i comunisti si adeguino e
dicano che lo stesso carabiniere o bersagliere che ha sparato sulle
ambulanze a Nassirya può rimanere a Nassirya, perchè sul suo elmetto
adesso c'è scritto ONU. Un cambiamento radicale, una vera svolta. In
base allo stesso principio, ci si adeguerà ai nuovi tagli alle pensioni
ed alla sanità, alle nuove privatizzazioni e, perchè no?, all'aumento
dell'orario di lavoro a parità di salario, tanto le 35 ore erano solo
uno scherzo.
Naturalmente, Mad Dog incasserà un paio di Ministeri e qualche
sottosegretariato, che aggiungerà alla già corposa collezione di
assessorati e presidenze di aziende una volta municipali o regionali.
Insomma, la nuova parola d'ordine del PRC suonerà più o meno così: NO
ALLA GUERRA SE NON CI DANNO I MINISTERI MA CHI SE NE FREGA DEGLI IRACHENI.
http://www.arcipelago.org/cirano/cirano.htm
|