30 ANNI DAL GOLPE IN ARGENTINA
24 marzo 1976 - 24 marzo 2006
30.000 presentes - ahora y siempre - no al imperialismo
NUESTRAS CONSIGNAS - ASOCIACION MADRES DE PLAZA DE MAYO
"La mancanza di lavoro è un crimine. Sono criminali gli aziendali che lasciano nella disoccupazione milioni di uomini e di donne. Il terrorismo è sempre organizzato dai gruppi economici. Loro vogliono convertirci in schiavi. Noi, le madres de Plaza de Mayo crediamo che i disoccupati sono i nuovi desaparecidos del sistema. Il lavoro degno è un diritto che nessuno deve poter eliminare e per il quale dobbiamo lottare sempre."
"Le Madres de Plaza de Mayo pensiamo che l'unica soluzione per i popoli del terzo mondo, ed in particolare per la nostra America Latina, è il socialismo. La rivoluzione socialista è l'unica strada per costruire un mondo più giusto e solidale. La lotta contro il capitalismo è il compito obbligatorio di tutti coloro che sognano con un'umanità che non si sostenga sullo sfruttamento, la schiavitù e la miseria degli altri esseri umani."
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A TRENT'ANNI DAL COLPO DI STATO IN ARGENTINA di Gennaro Carotenuto
Il colpo di stato in Argentina e la dittatura criminale dei trentamila desaparecidos, fu il cuore e il centro di una storia dannata del paese sudamericano e forse del continente. Ma è una storia che non inizia il 24 di marzo del 1976, con il colpo di stato di Videla. Inizia nel 1955, con il primo colpo di stato contro Juan Domingo Perón. E non finisce con la sconfitta nella guerra contro la Gran Bretagna per le isole Malvine, voluta da Galtieri. Finisce invece con la cacciata di Fernando de la Rúa nel dicembre 2001, quando si chiude il ciclo di distruzione neoliberale del paese.
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30 ANNI DAL GOLPE IN ARGENTINA
"Il progetto oligarchico del 1976 significò l'eliminazione del settore più significativo di una generazione di argentini: una generazione di operai, di studenti, di impiegati, d'intellettuali e di professionisti che sintetizzavano il progetto di liberazione nazionale e sociale.
La metodologia repressiva era mirata alla paralisi sociale, all'irresolutezza, all'annichilimento psichico, fisico e ideologico delle masse... Tutto il territorio nazionale, divenne un immenso lager, nel quale si utilizzarono diverse tecniche e metodologie di repressione, scientificamente pianificate, per colpire in modo diversificato i diversi settori della popolazione"
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30 ANNI DOPO IL GOLPE ARGENTINO, MA KISSINGER È LIBERO
Sulla guerra sucia argentina (1976-1983), iniziata il 24 marzo di 30 anni fa dalla giunta golpista responsabile di 30mila desaparecidos, ormai molto si sa ma molto si continua a scoprire. Mentre il presidente Kirchner a Buenos Aires annunciava l'apertura degli archivi militari e la desecretazione dei documenti che inchiodano Videla e compagni, nuove testimonianze sulle relazioni internazionali dei golpisti arrivano dagli Stati uniti. Ma anche dagli agenti cileni, gli "amici" della famigerata Operazione Condor.
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ARGENTINA: A TRENT'ANNI DAL COLPO DI STATO
Intervista a Sabatino Annechiarico
Trent’anni fa, il 24 marzo del 1976, cominciava uno dei periodi più bui della storia argentina, latinoamericana e mondiale. Ancora una volta, dopo l’eclatante e brutale caduta del governo Allende in Cile, i militari decisero di intervenire nell’agone politico, spazzando via con maldestra rozzezza ogni forma di opposizione. In ogni angolo del continente le Forze Armate uscirono
dalle caserme e diedero inizio a brutali repressioni. Víctor Jara, cantautore
cileno ucciso (dopo che gli furono recise le mani) nelle ore successive al
golpe di Pinochet, lo espresse attraverso la voce e le note della propria
chitarra con splendidi versi in rima...
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