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ANTIFASCISMO


  • COLONIALISMO, IL MITO DEL BUON ITALIANO

    Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di ipirite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni. Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Una politica coloniale all'insegna del mito sugli «italiani, brava gente». L'Italia repubblicana non ha ancora fatto i conti con l'«avventura coloniale» del fascismo, favorendo una storiografia moderata o revanscista
    di Angelo del Boca
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  • un "pezzo nascosto" di storia italiana del Novecento a portata di tutti attraverso un sito web



    Crimini di guerra è un sito web che presenta una ricca selezione di documenti storici (in parte inediti) sulla repressione operata su popolazioni civili dalle forze armate italiane nel corso delle guerre coloniali (Libia - Etiopia) e della seconda guerra mondiale (1925- 1943).

  • LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO - Walter Delfini: “La storia va detta tutta, fuori dalle strumentalizzazioni ideologiche”

    Walter Delfini intervista “Cucciolo” - il più giovane partigiano di Novi


    Dopo il 25 aprile 45, quel tal Merendi, che mi aveva picchiato, lo squadrista, si era nascosto per parecchi mesi, io sapevo dov’era, ma non sono mai andato a prenderlo e a dirgli: “Ora ti do quello che mi hai dato!” Il fatto è che dopo pochi mesi nessuno è più andato a cercare i fascisti, sono tornati tutti in circolazione anche quelli che avevano fatto delle porcherie e poi c’è stata anche l’amnistia, più pacificazione di così! Una cosa è certa che se avessero vinto loro la caccia all’uomo sarebbe durata fino ad oggi, sarebbe stata una vera e propria tragedia. A volte ci vorrebbe la dignità di tacere. Speriamo solo che queste cose non si ripetano più! ... Ho voluto ricordare con te questi avvenimenti perché ritengo necessario specie per le nuove generazioni trasmettere la memoria. Per non dimenticare. Cosi come ci ha insegnato la medaglia d’oro della resistenza Carla Capponi:”Scrivere le proprie esperienze credo sia un dovere civile per chiunque abbia da testimoniare del suo tempo.”
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  • GRAZIE, COMANDANTE "CARLO"! di Walter Delfini
    Giambattista Lazagna, nome di battaglia “Carlo”. Una vita dedicata all’impegno sociale e politico.


    Su Lazagna partigiano, politico e storico della Resistenza si è detto molto e molto ci sarà ancora da dire. In questo momento, posso solo cogliere frammenti di una storia, di una vita intensa. Il mio rapporto con Gibì, rafforzato in questi ultimi anni, era basato sulla condivisione ideale e caratterizzato da un forte affetto nei suoi confronti. Ciò che più mi sta a cuore è sottolineare la sua particolare sensibilità, la sua energia calda e positiva che avvolgeva e affascinava, la sua rara capacità intuitiva che lo rendeva curioso, aperto, proteso verso le persone e verso tutto ciò che si muoveva nella società. Soprattutto i giovani ne sono stati sempre coinvolti e non solo negli anni ‘60 e ‘70.
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  • LA STORIA COME RIFLESSIONE SUL PRESENTE di Walter Delfini
    A Rocchetta commemorato il partigiano G.B Lazagna
    Caligari: “Col suo arresto spezzato il filo tra Resistenza e Sessantotto”


    Prosegue Calegari: “Erano anni difficili, il ‘69 è l’anno delle bombe a Milano, nel ‘74 si chiude una prima fase delle stragi con la strage di Brescia...si capisce che oggi si può sorridere di uomini come Feltrinelli, ironizzare sul ricco editore che teme il golpe...Il fatto è che il golpismo c’è stato, Gelli c’è stato, la P2 c’è stata, e gli iscritti alla P2 esistono ancora e i piani della P2 si manifestano con il duro attacco all’ordine giudiziario riducendo spazi di democrazia. Non si è arrivati a nulla, ma la violenza e il marasma politico di quegli anni hanno soffocato hanno costretto Lazagna a difendersi, accettando il ruolo del comandante partigiano, della medaglia d’argento, si è trovato stretto in questa sua storia di partigiano, che ha parlato con i giovani, con gli studenti, il grande vecchio ecc.
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  • CANTALUPO LIGURE: OMBRE SULLA MEMORIA di Walter Delfini
    Alla commemorazione del 60° anniversario della battaglia, G.B. Lazagna, autore del libro “Ponte rotto”, è stato dimenticato – Poco condivisibile il paragone partigiani-caduti di Nassiyria


    G.B.Lazagna “Carlo” scomparso il 22 gennaio 2003, il vice comandante della Pinan-Cichero, che partecipò alla battaglia e la descrisse in uno dei più importanti libri sulla Resistenza, “Ponte Rotto” non è stato citato né dalle autorità locali né dalle autorità provinciali. Stranamente la figura di “Carlo” non compare neppure su “Il piccolo” di venerdì 4 febbraio. Il giornale d’Alessandria e Provincia, a pagina 34, nel pezzo dedicato alla rievocazione di quell’avvenimento cita il suo “Ponte Rotto”, libro che descrive la battaglia e l’atto eroico di Fiodor, senza nominarne l’autore che tra l’altro era tra i protagonisti di quell’episodio, lo scontro con le forze nazi-fasciste. Certamente è una svista, che però va ad accumularsi a tante altre dimenticanze.
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  • UN ANNO FA MORIVA PIETRO FASCIOLO, PARTIGIANO IN JUGOSLAVIA di Walter Delfini
    "l'aquila" fu un riferimento importante del mondo operaio e del pensiero libertario novese nell' immediato dopo guerra


    E’ già passato un anno dalla scomparsa di Pietro Fasciolo, avvenuta il 10 ottobre del 2000, ed è difficile prendere atto che questa sia una realtà ineluttabile. Pietro, per me e molti altri amici fa parte di quella particolare cerchia di persone la cui essenza rimane presente in modo vitale al di là della concreta fisicità. Ci sono uomini e donne talmente vitali nella loro intelligenza, nella loro curiosità, nel loro impegno civile, nel loro continuo ricercare verità e perché degli accadimenti umani che anche quando non ci sono più ci si scopre curiosamente impegnati a dialogare e a confrontarci con loro.
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  • LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO - Walter Delfini
    “Ognuno è libero di ricordare i propri morti, ma nessuno deve nutrire desideri di rivincita”
    A Pertuso, presidio antifascista presso il monumento dei partigiani


    Giunta notizia che la mattina di domenica 22 settembre i reduci della RSI (repubblica sociale italiana) si sarebbero dati appuntamento a Vigoponzo di Dernice per commemorare i loro caduti (“Il nostro Giornale” ha dato ampiamente notizia dei fatti accaduti nel settembre del 1944 a in quella località), l’Anpi della Valle Borbera ha lanciato nel giro di pochi giorni un tam tam, un passa parola che ha portato a Pertuso una cinquantina di antifascisti, ex partigiani ma soprattutto persone normali e molti giovani espressione delle nuove forme di resistenza, culturale, sociale, ambientale e agroalimentare presenti sul nostro territorio.
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  • LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO - Walter Delfini
    Parlando con Lazagna dei recenti libri di Pier Paolo Rivello (“Quale giustizia per le vittime dei crimini nazisti?”) e Primo de Lazzari (“Le SS Italiane”)
    Le SS Italiane, spie con il fazzoletto rosso al collo


    Abbiamo chiesto a Gianbattista Lazagna come valuta le due recenti pubblicazioni :“Le SS Italiane” e “Quale giustizia per le vittime dei crimini nazisti?”. “Sono due lavori che hanno il pregio di mettere in luce particolari importanti della storia del fascismo in Italia, e mettono a nudo quanto fosse demagogico e strumentale il patriottismo di facciata di quel regime. A quasi sessant’anni dal biennio 1943-1945, nel corso del quale nazisti e fascisti commisero anche in Italia crimini efferati, stragi, deportazioni, incendi e distruzione di interi paesi, non soltanto ai danni di chi a loro si oppose ma di tutta la popolazione italiana sembra, che si sia risvegliata la voglia di rivincita dei superstiti e dei loro più giovani eredi.
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